FAQ - Domande frequenti

Brescia, Roma e online.

Come le visite in presenza: il primo incontro è dedicato alla conoscenza reciproca, inquadramento delle richieste, degli obiettivi, modalità e tempi del percorso (che verranno delineati meglio nei successivi incontri). Il primo incontro non è vincolante per l’inizio del percorso, serve a me a chi si rivolge a me per capire se possiamo lavorare insieme.

Dipende da persona a persona, ci sono numerosi vantaggi, il tempo del trasferimento è inesistente, si può continuare a sorseggiare la propria tazza di tisana, acqua, bibita o cioccolata calda sul proprio divano di casa, un ambiente che può risultare per alcune persone più sicuro, protetto e tranquillo.

Il percorso non è standard, ciò che sicuramente posso dire con certezza è che i primi tre incontri è necessario che avvengano ravvicinati (circa uno alla settimana o ogni dieci giorni) perché ci aiutano a progettare la strada per raggiungere gli obiettivi. Frequenza e durata variano da persona a persona e da percorso a percorso.
N.B.  In caso di disturbo alimentare, è necessario un percorso congiunto e la frequenza è decisa con la figura di riferimento (medic*, psicolog*, psichiatra …)

Ritrovare e costruire con l’alimentazione e il corpo un rapporto spontaneo, naturale e libero, in linea con i proprio bisogni, le proprie risorse interne ed esterne, i propri valori fino ad abbracciare un’idea di salute fluida ampia e personalizzata.

Consapevolezza, conoscenza dei propri bisogni e segnali, delle informazioni che ci avvicinano ad onorare una salute autentica e personalizzata, ascolto, fiducia, esercizio, prove, errori, esplorazioni, libertà…

Un approccio non prescrittivo alla nutrizione prevede:

una prima fase di osservazione e identificazione del proprio comportamento alimentare per riconoscere quegli atteggiamento e quelle scelte che avvertiamo come problematiche o che possono essere disfunzionali, perché non ci permettono di fare delle scelte libere, condizionano la nostra immagine corporea o manipolano in modo innaturale i nostri bisogni e il nostro peso.

In una seconda fase scopriremo in linea teorico-razionale come funziona il nostro corpo e perchè non è facile, immersi in una cultura così disfunzionale e ricca di messaggi scientificamente scorretti, rispondere ai bisogno alimentari in modo spontaneo.

In un terzo momento proveremo a mettere in pratica, sperimentare e a vivere il cibo, imparando a farci le giuste domande per riconoscere pian piano i nostri bisogni più autentici.

E’ normale, viviamo in una società che associa arbitrariamente alla magrezza caratteristiche fisiche, e valori morali desiderabili, una società (anche medico-scientifica) con una visione disfunzionale e miope alla salute.
L’obiettivo di un approccio non prescrittivo è anche quello di vivere il bisogno di perdere peso in modo più consapevole.

Può restare invariato o modificarsi, mangiando in modo libero tenderà a stabilizzarsi su un intervallo di peso naturale in linea con la genetica e le circostanze ambientali del momento.

Un’ alimentazione in equilibrio con tutti i nostri bisogni è un fattore protettivo per qualsiasi patologia, a prescindere dal peso, Diabete, PCOS, disbiosi intestinale, ecc… non richiedono una dieta, ma un’alimentazione e uno stile di vita di benessere che non coincidono con un dimagrimento o con cambio di peso per forza.

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